Gli interventi che trasformeranno Savona con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, i fondi nazionali e dell’Unione Europea.

La visione urbanistica: integrare i sistemi per rigenerare la città

Il territorio di Savona si definisce attraverso una pluralità di vocazioni: un bacino portuale dinamico, un insediamento universitario in crescita e un comparto turistico dalle ampie potenzialità, cui si affianca una solida eredità manifatturiera e logistica. L’attuale sfida urbanistica non risiede nella gestione dei singoli comparti, ma nella capacità di metterli a sistema attraverso una pianificazione integrata: questa è la direzione intrapresa con il progetto Savona Cambia.

L’orientamento verso modelli di città contemporanea ci vede impegnati in un confronto costante con i principali network urbani nazionali ed europei. La condivisione di soluzioni e buone pratiche per la risoluzione di criticità comuni è parte integrante della nostra metodologia di lavoro, finalizzata a rendere gli interventi attuativi nel minor tempo possibile.

Sotto il profilo operativo, il capoluogo è attualmente destinatario di un volume di investimenti senza precedenti, stimabile in circa 100 milioni di euro derivanti da PNRR, fondi regionali, ministeriali ed europei. Si tratta di un piano di rigenerazione che sta trasformando la morfologia urbana in modo profondo:

  • rifunzionalizzazione di contenitori storici: il recupero di Palazzo della Rovere e dell’ex complesso del San Giacomo restituirà alla città spazi culturali di eccellenza.
  • potenziamento dei servizi: la realizzazione di due poli sportivi, sei progetti per l’inclusione sociale e nuovi presidi scolastici (mensa e asilo nido) ridefinisce lo standard dei servizi al cittadino.
  • connessione ambientale e costiera: il rinnovo dei fronti mare di levante e ponente, insieme alla valorizzazione dei giardini ai piedi della Fortezza del Priamar, configura una nuova infrastruttura verde capace di rispondere alle sfide del cambiamento climatico.

Questi interventi materiali, pur fondamentali, rappresentano la base su cui innestare una rigenerazione immateriale fatta di funzioni, progetti e persone. La ridefinizione della vocazione urbana di Savona passa necessariamente attraverso la qualità della progettazione: trasformare gli spazi fisici è il presupposto indispensabile per attrarre nuovi investimenti privati e sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio nel lungo periodo.

Gli interventi che trasformeranno Savona con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, i fondi nazionali e dell’Unione Europea.

Savona evolve. Il futuro è in corso.

Siamo una città e un territorio con un porto dinamico, con un vivace campus universitario, ma anche con un potenziale turistico, in gran parte ancora inespresso; un territorio con una vocazione manifatturiera, logistica e gestionale che, seppure non più prevalentemente collocata nel capoluogo, caratterizza importanti aree della provincia. Ciascuno di questi elementi, da solo, non è in grado di reggere lo sviluppo dell’intero territorio, ma può farlo se saremo capaci di metterlo a sistema con gli altri: questa è la nostra scommessa.

Anche in questo, la nostra sfida è analoga a decine, centinaia di Comuni italiani che stanno cercando di cambiare per essere davvero città contemporanee. Sento spesso colleghi di ogni parte della penisola con gli stessi nostri problemi; molti di loro li abbiamo invitati, facendo parte di importanti network urbani, sia di prossimità sia di più lunga gittata, ad essere nostri partner per il 2027. Nessuno si è tirato indietro, tutti si sono resi disponibili a condividere le soluzioni e renderle attive nel più breve tempo possibile, perché hanno compreso che la sfida è comune.

In questo momento, nella sola città capoluogo, sono in corso investimenti per circa 80 milioni di euro – tra PNRR, fondi regionali, fondi ministeriali, fondi europei, fondi comunali e altre risorse – tutti destinati al recupero di spazi pubblici. Si tratta di un investimento senza precedenti, se non forse nel Dopoguerra, che trasformerà fisicamente la città in modo profondo: si apriranno due importanti contenitori culturali quali Palazzo della Rovere e l’ex chiesa del San Giacomo; si insedieranno due nuovi poli sportivi; saranno attivati sei innovativi progetti sociali; saranno rinnovati il fronte mare di levante e il fronte mare di ponente; saranno aperti una nuova mensa scolastica e un asilo nido e ripensati gli spazi esterni alle scuole in connessione con i quartieri; saranno fatti rifiorire i giardini ai piedi del Priamar, la grande fortezza genovese che diventerà presidio contro il cambiamento climatico. Spazi che, aggiunti a quelli attuali, disegnano una città di scala diversa da quella odierna.

Questi importanti investimenti, che dovranno aprire a loro volta la strada a investimenti privati, pongono però una sfida straordinaria, perché quegli spazi pubblici dovranno essere vivi, pieni di idee, progetti e persone, siano esse giovani o meno giovani.

Ecco perché Savona ha deciso di alzare la propria asticella, riempendo quegli spazi, attraverso la progettazione culturale per mettere a sistema il porto, il campus, lo sviluppo industriale, l’attrattiva turistica; tutte facce della stessa medaglia, perché la ridefinizione della propria vocazione consente di rigenerare la propria città e viceversa.

Marco Russo Sindaco di Savona