
Il ripristino di via alla Strà: sicurezza idrogeologica e mobilità ritrovata
Interventi di stabilizzazione dei versanti e rifacimento stradale nel Comune di Savona
0,50 Mln di € finanziati tramite MEDIE OPERE, risorse dello stato di cui all'art.1 commi 139 e seguenti legge 145/2018

Il progetto ha riguardato un’importante opera di ripristino della viabilità nel Comune di Savona. Nello specifico, l’area d’intervento si concentra lungo via alla Strà, un’arteria della rete viaria locale che è rimasta completamente interrotta a causa di pesanti eventi alluvionali verificatisi nel novembre del 2019. Le intense precipitazioni di quel periodo hanno causato quattro distinti movimenti franosi, compromettendo la stabilità dei versanti e il sedime stradale. Per sanare tale situazione, l’amministrazione comunale ha stanziato un finanziamento complessivo di 500.000 euro, pianificando una serie di lavorazioni stradali e di ingegneria naturalistica. Le attività sono state concepite per rispettare i vincoli idrogeologici e paesaggistici del contesto extraurbano, ottimizzando la logistica di cantiere e il riutilizzo dei materiali di scavo in loco.
Cosa prevede il progetto
Il piano d’intervento ha affrontato in modo mirato e differenziato ciascuno dei quattro dissesti rilevati, introducendo anche opere sussidiarie sulla circostante rete storica:
- Frana 1: trattandosi di un cedimento puntuale del sedime stradale di valle, è stata prevista la costruzione di una palificata viva a doppia parete in legno di castagno scortecciato sviluppata su due ordini. A seguito è stato effettuato il totale rifacimento del cassonetto e del sottofondo stradale con materiale stabilizzato, asfaltatura e posa di barriere di sicurezza N2.
- Frana 2: per contrastare l’avvallamento della sede stradale dovuto all’imbibizione idrica del terreno, è stato posato un sistema composto da quattro trincee drenanti prefabbricate. Le acque intercettate confluiscono in appositi pozzetti in P.V.C.. A valle, sono stati ripristinati i canali di scolo e create briglie in legname per rallentare il flusso delle acque. L’intero sedime stradale (circa 80 metri) è stato rinforzato con una geogriglia in polipropilene.
- Frana 3: essendo la zona più critica, colpita dallo scivolamento di una vasta porzione di versante, si è proceduto con la rimozione dei detriti e la successiva costruzione di un vallo protettivo in terre rinforzate alto tra i 2,40 e i 4,80 metri. Questo sistema poggia su un solettone in cemento armato intirantato, fondato su due file di micropali lunghi 12 metri. Per la gestione idraulica, è stato installato un pozzettone in c.a. collegato a una tubazione in lamiera ondulata da 2,62 metri di diametro per lo scarico nel versante a valle, presidiato da palizzate di rallentamento.
- Frana 4: l’intervento ha previsto la pulizia delle cunette mediante l’uso di piccoli mezzi, la realizzazione di una scogliera protettiva con massi di prima categoria, l’installazione di nuovi pozzetti e condotte fognarie da 600 mm e il rappezzo del manto stradale bituminoso.
- Antica strada militare: per mitigare i fenomeni erosivi complessivi, il progetto ha previsto interventi sul sentiero limitrofo, con la posa di palizzate per indirizzare i flussi idrici negli impluvi naturali e la creazione di scivoli in pietra e cemento.
Stato di avanzamento
Concluso
Obiettivo finale
L’obiettivo finale dell’opera è stato il ripristino definitivo delle condizioni di sicurezza, stabilità e fruibilità della viabilità comunale all’interno di un quadro di perfetta compatibilità ambientale. Attraverso la combinazione di opere strutturali pesanti in cemento armato (laddove strettamente necessario, come nel caso della Frana 3) e di tecniche ecocompatibili di ingegneria naturalistica, il progetto ha sanato il dissesto preservando il valore estetico e paesaggistico dei luoghi. L’intervento ha puntato a riaprire la strada al transito veicolare, ponendo fine all’isolamento logistico della tratta, ma ha anche permesso un profondo riassetto idrogeologico dell’area. Regimando efficacemente le acque meteoriche e consolidando le pendici, l’infrastruttura stradale è in questo modo protetta nel lungo periodo da future ondate di maltempo. Infine, il piano prevede un rigoroso programma di manutenzione ordinaria post-operam associato a un sistema di monitoraggio continuo tramite tubi inclinometrici e rilievi topografici di precisione della durata minima di due anni, garantendo così l’efficacia dei lavori svolti e la tutela dell’incolumità pubblica.
Dati generali
Quartiere:
Legino
Indirizzo:
Via Alla Strà, 17100 Savona
Investimento:
€ 0,50 Mln
Misura di finanziamento:
medie opere
Ambito:
cura del territorio e resilienza
Stato intervento:
concluso
Tempi di chiusura previsti:
concluso
Tipologia intervento:
materiale
Data ultima modifica:
Il ripristino di via alla Strà: sicurezza idrogeologica e mobilità ritrovata
Interventi di stabilizzazione dei versanti e rifacimento stradale nel Comune di Savona

Il progetto ha riguardato un’importante opera di ripristino della viabilità nel Comune di Savona. Nello specifico, l’area d’intervento si concentra lungo via alla Strà, un’arteria della rete viaria locale che è rimasta completamente interrotta a causa di pesanti eventi alluvionali verificatisi nel novembre del 2019. Le intense precipitazioni di quel periodo hanno causato quattro distinti movimenti franosi, compromettendo la stabilità dei versanti e il sedime stradale. Per sanare tale situazione, l’amministrazione comunale ha stanziato un finanziamento complessivo di 500.000 euro, pianificando una serie di lavorazioni stradali e di ingegneria naturalistica. Le attività sono state concepite per rispettare i vincoli idrogeologici e paesaggistici del contesto extraurbano, ottimizzando la logistica di cantiere e il riutilizzo dei materiali di scavo in loco.
Cosa prevede il progetto
Il piano d’intervento ha affrontato in modo mirato e differenziato ciascuno dei quattro dissesti rilevati, introducendo anche opere sussidiarie sulla circostante rete storica:
- Frana 1: trattandosi di un cedimento puntuale del sedime stradale di valle, è stata prevista la costruzione di una palificata viva a doppia parete in legno di castagno scortecciato sviluppata su due ordini. A seguito è stato effettuato il totale rifacimento del cassonetto e del sottofondo stradale con materiale stabilizzato, asfaltatura e posa di barriere di sicurezza N2.
- Frana 2: per contrastare l’avvallamento della sede stradale dovuto all’imbibizione idrica del terreno, è stato posato un sistema composto da quattro trincee drenanti prefabbricate. Le acque intercettate confluiscono in appositi pozzetti in P.V.C.. A valle, sono stati ripristinati i canali di scolo e create briglie in legname per rallentare il flusso delle acque. L’intero sedime stradale (circa 80 metri) è stato rinforzato con una geogriglia in polipropilene.
- Frana 3: essendo la zona più critica, colpita dallo scivolamento di una vasta porzione di versante, si è proceduto con la rimozione dei detriti e la successiva costruzione di un vallo protettivo in terre rinforzate alto tra i 2,40 e i 4,80 metri. Questo sistema poggia su un solettone in cemento armato intirantato, fondato su due file di micropali lunghi 12 metri. Per la gestione idraulica, è stato installato un pozzettone in c.a. collegato a una tubazione in lamiera ondulata da 2,62 metri di diametro per lo scarico nel versante a valle, presidiato da palizzate di rallentamento.
- Frana 4: l’intervento ha previsto la pulizia delle cunette mediante l’uso di piccoli mezzi, la realizzazione di una scogliera protettiva con massi di prima categoria, l’installazione di nuovi pozzetti e condotte fognarie da 600 mm e il rappezzo del manto stradale bituminoso.
- Antica strada militare: per mitigare i fenomeni erosivi complessivi, il progetto ha previsto interventi sul sentiero limitrofo, con la posa di palizzate per indirizzare i flussi idrici negli impluvi naturali e la creazione di scivoli in pietra e cemento.
Stato di avanzamento
Concluso
Obiettivo finale
L’obiettivo finale dell’opera è stato il ripristino definitivo delle condizioni di sicurezza, stabilità e fruibilità della viabilità comunale all’interno di un quadro di perfetta compatibilità ambientale. Attraverso la combinazione di opere strutturali pesanti in cemento armato (laddove strettamente necessario, come nel caso della Frana 3) e di tecniche ecocompatibili di ingegneria naturalistica, il progetto ha sanato il dissesto preservando il valore estetico e paesaggistico dei luoghi. L’intervento ha puntato a riaprire la strada al transito veicolare, ponendo fine all’isolamento logistico della tratta, ma ha anche permesso un profondo riassetto idrogeologico dell’area. Regimando efficacemente le acque meteoriche e consolidando le pendici, l’infrastruttura stradale è in questo modo protetta nel lungo periodo da future ondate di maltempo. Infine, il piano prevede un rigoroso programma di manutenzione ordinaria post-operam associato a un sistema di monitoraggio continuo tramite tubi inclinometrici e rilievi topografici di precisione della durata minima di due anni, garantendo così l’efficacia dei lavori svolti e la tutela dell’incolumità pubblica.
Dati generali
Quartiere:
Legino
Indirizzo:
Via Alla Strà, 17100 Savona
Investimento:
€ 0,50 Mln
Misura di finanziamento:
medie opere
Ambito:
cura del territorio e resilienza
Stato intervento:
concluso
Tempi di chiusura previsti:
concluso
Tipologia intervento:
materiale
Data ultima modifica:







